Castello di Melfi

Il castello di Melfi sorge sopra una collina di origine vulcanica e sovrasta sia il centro storico che tutta la nuova zona abitata. Esso presenta ancora la cinta muraria che stringeva, in una difesa compatta e invalicabile, tutto il borgo cittadino dell'epoca. Il sistema difensivo del castello era costituito da un fossato, da uno spalto e da una cinta con torri. Gli ingressi alla costruzione, che si possono ancora scorgere, sono quattro, tre dei quali costruiti in epoca angioina. Il primo ingresso è rivolto verso le campagne e cioè verso nord. Il secondo, che oggi è murato, è diretto verso sud e permetteva l'accesso al paese e nel fossato del castello stesso. Il terzo accesso era praticamente un accesso di servizio per le guardie cittadine che vigilavano gli spalti correnti sulle mura, anch'esso ora murato, aveva la sua apertura dalla torre della chiesa e dava accesso diretto allo spalto. Il quarto, quello sicuramente più riconoscibile, che poi è quello che ai giorni nostri dà l'accesso al castello di Melfi, era una volta legato ad un ponte levatoio oggi in opera muraria, venne aperto successivamente all'epoca angioina.
Il castello è circondato da dieci torri, delle quali sette a pianta rettangolare e tre a pianta pentagonale. Partendo con lo sguardo dall'accesso angioino rivolto a Nord Est le torri hanno vari nomi.
Nel 1042 Guglielmo d'Altavilla, divenuto Conte di Puglia, si insedia a Melfi, costruendovi un castello. Il primo nucleo del castello è di creazione Normanna a pianta quadrata con torri angolari e fu edificato tra il XI e il XII secolo. Nel castello si svolsero ben quattro concili papali e nel 1089 fu bandita la prima crociata in terra Santa contro gli infedeli dal papa Urbano II. Le consistenti opere di ristrutturazione e di ampliamento del bastione furono intraprese dall'imperatore Federico II di Svevia, che scelse il castello di Melfi come residenza e nel quale promulgò le costituzioni melfitane, primo testo organico di leggi redatte nel 1231 anche da Pier delle Vigne. Tra il XVI e il XVIII secolo il castello di Melfi viene trasformato da fortezza a residenza nobiliare della famiglia Doria. Dovettero passare circa 4 secoli prima che il castello di Melfi cessasse di essere feudo dei Doria e passasse allo Stato Italiano il 24 Aprile 1954. Oggi nel castello di Melfi è presente un museo archeologico nazionale nel quale si trovano reperti archeologici d'inestimabile valore, raccolti in varie tombe ritrovate nei pressi del territorio del Vulture-Melfese.

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia: Castelli e fortezze
  • Epoca: Medievale
  • Localizzazione: Provincia di Potenza